lunedì 30 giugno 2014

Robbie Savage, un caso ‘molto umano’



Robbie Savage chi? Sono pochi, pochissimi in Italia a conoscere la storia e le imprese di questo calciatore gallese, compagno in nazionale di talenti puri quali Ryan Giggs e Mark Hughes. Anche lui talento lo è stato senza dubbio, ma nel fare follie a ripetizione…
La sua storia calcistica, proprio come Giggs e Huges, comincia nel Manchester United, per poi proseguire in club di medio-basso livello della Premier League come Crewe, Leicester, Birmingham, Blackburn e Derby County. Centrocampista di quantità tutto grinta e calci (un mazzolatore per intenderci), colleziona 39 presenze con la maglia del Galles dal 1995 al 2004.
L’azzurro non mi dona. Robbie Savage balza agli onori delle cronache sportive una prima volta nel 1998, alla vigilia della sfida della sua nazionale contro l’Italia. Durante un’intervista un giornalista lo invita ad indossare la maglia del capitano degli azzurri, Paolo Maldini, ma lui stizzito la getta a terra e se ne va. Scoppia un putiferio e Savage viene bandito dalla nazionale (ma poco dopo verrà perdonato) per oltraggio all’avversario. Savage dichiarerà ai media che il suo gesto era stato frainteso. “Io amo vestire bene e con un certo gusto e l’azzurro proprio non mi dona”. Capito bene di che personaggio stiamo parlando…
Mi scappa, mi scappa… Quattro anni dopo, il 20 aprile del 2002, Savage si supera. Succede tutto nel riscaldamento pre-partita. Il centrocampista del Leicester improvvisamente avverte una fitta allo stomaco (causa abuso di antibiotici) e corre veloce negli spogliatoi alla ricerca di un bagno; il primo che trova è, guarda caso, quello dell’arbitro Poll. Savage entra e, con la porta spalancata, di fronte a Poll e ai suoi collaboratori fa quello che deve fare e se ne va. Almeno questa la versione di Savage. In seguito Poll racconterà la propria, affermando che Savage irruppe nello spogliatoi degli arbitri urlando “devo usare il tuo cesso, mi sto cagando sotto”. Una volta entrato, ricorda Poll, si sedette sulla tazza lasciando la porta totalmente aperta (Savage nella sua biografie scrive che la lasciò socchiusa), fece quello che doveva fare e uscendo si “pulì le mani sul risvolto della giacchetta di Dennis Hedges (il quarto uomo, ndr). Poi Savage si mise a ridere di gusto dicendo: ‘Non tiro lo sciacquone, la lascio galleggiare così potete vedere voi stessi’. Rimasi senza parole”. Anche in questo caso la versione di Savage non concorda con quella dell’arbitro: “Una volta uscito dal bagno feci finta di pulirmi le mani sulla divisa del quarto uomo e tutti ci mettemmo a ridere. Poi durante tutta la partita Poll scherzò continuamente sull’accaduto”. Alla fine comunque Savage non venne creduto e fu multato dalla federazione inglese di 10mila sterline.
 ‘Caso umano’. Ma è nel 2004 che passa alla storia del calcio. Partita Galles-Eire, arbitra l’italiano Messina. Nel corso della gara Savage viene espulso (ingiustamente) per un grave errore di valutazione proprio di Messina. La replica di Savage arriva qualche giorno dopo con una citazione in giudizio per la Fifa. Il motivo: violazione dei diritti umani (roba da internamento). Primo giocatore nella storia a fare una cosa del genere. E’ evidente: il ragazzo ci ha più di un problema…

Foto Ian Hodgson (fonte www.dailymail.co.uk)