Robbie
Savage chi? Sono pochi, pochissimi in Italia a conoscere la storia e le imprese
di questo calciatore gallese, compagno in nazionale di talenti puri quali Ryan
Giggs e Mark Hughes. Anche lui talento lo è stato senza dubbio, ma nel fare follie
a ripetizione…
La sua
storia calcistica, proprio come Giggs e Huges, comincia nel Manchester United,
per poi proseguire in club di medio-basso livello della Premier League come Crewe,
Leicester, Birmingham, Blackburn e Derby County. Centrocampista di quantità
tutto grinta e calci (un mazzolatore per intenderci), colleziona 39 presenze con
la maglia del Galles dal 1995 al 2004.
L’azzurro non mi dona. Robbie Savage balza agli onori delle
cronache sportive una prima volta nel 1998, alla vigilia della sfida della sua
nazionale contro l’Italia. Durante un’intervista un giornalista lo invita ad
indossare la maglia del capitano degli azzurri, Paolo Maldini, ma lui stizzito
la getta a terra e se ne va. Scoppia un putiferio e Savage viene bandito dalla
nazionale (ma poco dopo verrà perdonato) per oltraggio all’avversario. Savage dichiarerà
ai media che il suo gesto era stato frainteso. “Io amo vestire bene e con un
certo gusto e l’azzurro proprio non mi dona”. Capito bene di che personaggio
stiamo parlando…
Mi scappa, mi scappa… Quattro anni dopo, il 20 aprile del
2002, Savage si supera. Succede tutto nel riscaldamento pre-partita. Il
centrocampista del Leicester improvvisamente avverte una fitta allo stomaco (causa
abuso di antibiotici) e corre veloce negli spogliatoi alla ricerca di un bagno;
il primo che trova è, guarda caso, quello dell’arbitro Poll. Savage entra e,
con la porta spalancata, di fronte a Poll e ai suoi collaboratori fa quello che
deve fare e se ne va. Almeno questa la versione di Savage. In seguito Poll racconterà
la propria, affermando che Savage irruppe nello spogliatoi degli arbitri
urlando “devo usare il tuo cesso, mi sto cagando sotto”. Una volta entrato,
ricorda Poll, si sedette sulla tazza lasciando la porta totalmente aperta
(Savage nella sua biografie scrive che la lasciò socchiusa), fece quello che
doveva fare e uscendo si “pulì le mani sul risvolto della giacchetta di Dennis
Hedges (il quarto uomo, ndr). Poi Savage si mise a ridere di gusto dicendo: ‘Non
tiro lo sciacquone, la lascio galleggiare così potete vedere voi stessi’. Rimasi
senza parole”. Anche in questo caso la versione di Savage non concorda con
quella dell’arbitro: “Una volta uscito dal bagno feci finta di pulirmi le mani
sulla divisa del quarto uomo e tutti ci mettemmo a ridere. Poi durante tutta la
partita Poll scherzò continuamente sull’accaduto”. Alla fine comunque Savage non
venne creduto e fu multato dalla federazione inglese di 10mila sterline.
‘Caso
umano’. Ma è nel 2004 che passa alla storia del calcio. Partita
Galles-Eire, arbitra l’italiano Messina. Nel corso della gara Savage viene
espulso (ingiustamente) per un grave errore di valutazione proprio di Messina. La
replica di Savage arriva qualche giorno dopo con una citazione in giudizio per la
Fifa. Il motivo: violazione dei diritti umani (roba da internamento). Primo
giocatore nella storia a fare una cosa del genere. E’ evidente: il ragazzo ci
ha più di un problema…
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| Foto Ian Hodgson (fonte www.dailymail.co.uk) |
