14 giugno 1974, Dortmund. Luogo e data storici per il calcio
mondiale. Per la prima volta nella storia una nazionale di calcio dell’Africa subsahariana,
lo Zaire (oggi Congo), fa il suo esordio in una fase finale dei campionati del
mondo. Gli africani vengono sconfitti 2 a 0 dalla Scozia. Un’avventura
cominciata male e proseguita ancora peggio. Nell’incontro successivo lo Zaire
ne prende 9 dalla Jugoslavia. Gara non proprio fortunata per la squadra
africana, che gioca in dieci gran parte del match. E proprio in durante questa
partita che il nostro eroe, il difensore congolese Ilunga Mwepu, commette la
sua prima “ingenuità”: rifila a tradimento un calcetto all’arbitro colombiano
Delgado che però (girato di spalle) espelle per errore il centrocampista Mulamba
NDiaye. E’ nella gara successiva (22 giugno a GelsenKirchen) però che Mwepu entra nella storia del calcio
mondiale. Nessun gol o prodezza balistica, ma un gesto di un’ingenuità
bambinesca tale da strappare un sorriso ai super titolati giocatori verdeoro.
Minuto 85’. Rivellino si appresta a battere un calcio di punizione dal limite
dell’area. Al fischio del direttore di gara Ilunga Mwepu, preso da eroico
furore, si lancia con uno scatto da centometrista, verso la palla calciandola più
lontano che può. L’arbtro lo ammonisce. I brasiliani ridono. E forse in cuor
loro compatiscono il “bovero difenzore negro dello Zaire” e i suoi compagni,
catapultati in un calcio più grande di loro. Mwepu in cuor suo però sa. Con il
suo gesto ha “salvato” se stesso e i compagni di squadra.
La spiegazione di
Mwepu. Raggiunto anni e anni dopo dalla bbc, Ilunga Mwepu ha svelato la sua
verità. “Dopo la sconfitta con la Jugoslavia, emissari dello spietato dittatore
dello Zaire Mobutu, ci avevano minacciato di morte se avessimo perso con più di
tre gol di scarto la gara con il Brasile. Molti di noi in campo avevano davvero
paura. A cinque minuti dalla fine, quando ci fu fischiata contro quella
punizione, fui preso dal panico e, istintivamente, calcia il pallone più lontano
che potevo. Con quel gesto ho evitato che il Brasile segnasse il quarto gol e
forse evitato a me e i miei compagni qualcosa di peggio”. In tanti però
continuano a dubitare della versione di Mwepu…
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