mercoledì 12 marzo 2014

Il difensore Ilunga Mwepu: un eroe tra leggenda e realtà



14 giugno 1974, Dortmund. Luogo e data storici per il calcio mondiale. Per la prima volta nella storia una nazionale di calcio dell’Africa subsahariana, lo Zaire (oggi Congo), fa il suo esordio in una fase finale dei campionati del mondo. Gli africani vengono sconfitti 2 a 0 dalla Scozia. Un’avventura cominciata male e proseguita ancora peggio. Nell’incontro successivo lo Zaire ne prende 9 dalla Jugoslavia. Gara non proprio fortunata per la squadra africana, che gioca in dieci gran parte del match. E proprio in durante questa partita che il nostro eroe, il difensore congolese Ilunga Mwepu, commette la sua prima “ingenuità”: rifila a tradimento un calcetto all’arbitro colombiano Delgado che però (girato di spalle) espelle per errore il centrocampista Mulamba NDiaye. E’ nella gara successiva (22 giugno a GelsenKirchen) però che Mwepu entra nella storia del calcio mondiale. Nessun gol o prodezza balistica, ma un gesto di un’ingenuità bambinesca tale da strappare un sorriso ai super titolati giocatori verdeoro. Minuto 85’. Rivellino si appresta a battere un calcio di punizione dal limite dell’area. Al fischio del direttore di gara Ilunga Mwepu, preso da eroico furore, si lancia con uno scatto da centometrista, verso la palla calciandola più lontano che può. L’arbtro lo ammonisce. I brasiliani ridono. E forse in cuor loro compatiscono il “bovero difenzore negro dello Zaire” e i suoi compagni, catapultati in un calcio più grande di loro. Mwepu in cuor suo però sa. Con il suo gesto ha “salvato” se stesso e i compagni di squadra.


 La spiegazione di Mwepu. Raggiunto anni e anni dopo dalla bbc, Ilunga Mwepu ha svelato la sua verità. “Dopo la sconfitta con la Jugoslavia, emissari dello spietato dittatore dello Zaire Mobutu, ci avevano minacciato di morte se avessimo perso con più di tre gol di scarto la gara con il Brasile. Molti di noi in campo avevano davvero paura. A cinque minuti dalla fine, quando ci fu fischiata contro quella punizione, fui preso dal panico e, istintivamente, calcia il pallone più lontano che potevo. Con quel gesto ho evitato che il Brasile segnasse il quarto gol e forse evitato a me e i miei compagni qualcosa di peggio”. In tanti però continuano a dubitare della versione di Mwepu…

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