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| Foto dal sito www.absolute5.it |
Si può solo immaginare cosa abbiano pensato di
dirigenti del Lecce quando, nel settembre del 1999, l’attaccante Michel Waingu
(nato a Kinshasa nello Zaire ma di passaporto francese) si è presentato presso
la sede del club salentino. “ E tu chi cazzo sei?” devono essersi chiesti,
visto che nessuno li aveva avvisati dell’arrivo del giocatore. Qualche
telefonata e l’equivoco è subito chiarito. Waingu aveva sbagliato città.
Esattamente. A causa della scarsa conoscenza della lingua italiana, Waingu ha confuso
una vocale: la sua meta di destinazione era infatti Lecco. L’attaccante però dopo
un viaggio in treno da Bruxelles (in Belgio aveva infatti perso l’aereo), alla
stazione di Milano ha sbagliato treno ed è salito sul convoglio per Lecce. Facendosi
la bellezza di mille chilometri in più. La notizia arriva subito ai giornali e
ne parlano Gazzetta, Corriere della Sera e Repubblica. Il bello di questa
storia è che neppure a Lecco sapevano del suo arrivo. I dirigenti, da Dario
Sottocasa al presidente Giovanni Bartoli non sanno neanche che faccia abbia il bomber
francese. Dal club in riva al lago fanno sapere: “Che ce ne facciamo di uno che
sbaglia a prendere il treno? Quasi quasi cambiamo idea e lo rispediamo a casa”.
Facendo un po’ di ricerche si scopre che l’operazione è stata voluta da
Viglione, procuratore italiano del giocatore che, sulle colonne di Repubblica, spiegò
“Spero che sfondi e che impari un po’ di geografia. Nel frattempo gli ho
consigliato di rimanere a Lecce, dove ha incontrato un amico francese. Lunedì
mi raggiungerà a Napoli, poi partiremo per Lecco. Non vorrei mai che, per
venire a Salerno, si ritrovasse a Palermo”. All’arrivo del giocatore a Lecco l’accoglienza
fu da star, con tanti tifosi accorsi al suo primo allenamento apposta per lui.
Anche perché, i giorni precedenti alcune frange estremiste della tifoseria
lecchese avevano minacciato contestazioni alla società per l’arrivo del
giocatore africano.
A Lecco però Waingu non sfonda. A gennaio viene
ceduto in prestito in Belgio (con i lombardi 9 presenze e 0 reti), ma torna in
Italia l’anno successivo e si accasa al Moncalieri (serie C2) dove gioca 32
gare e realizza 5 reti, divenendo un idolo della tifoseria locale. Poi una
carriera tra C2 e Dilettanti con Fasano, Tivoli e Matera (04/05). Poi di lui si
perdono le tracce.

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