lunedì 7 luglio 2014

Rugby, lo sport più seguito in Russia: la polizia scambia una partita per megarissa

"E' una bella giornata di sole qui a Rostov sul Don. Fa freddino ma il tempo è bello e oggi c'è anche la partita di rugby tra la squadra di Nikolay e quella di Boris. Tutto sommato una capatina al campo la faccio volentieri!" Questo potrebbe essere per sommi capi quello che ha pensato Kaspar una mattina di giugno del 2006, una mezz'oretta prima di venire arrestato e condotto al commissariato dalla polizia della sua città, insieme ad un centinaio di altre persone.
Momenti di fair-play (Foto F. Forno - fonte: http://rugby1823.blogosfere.it)
Ma sarà rugby o una megarissa tra teppisti? - Kaspar, come anche Nikolay e Boris non esistono, sono soltanto personaggi di fantasia utilizzati per introdurre una storia che di fantasioso non ha nulla, ma è tanto vera quanto esilarante. Come detto nel preambolo, ci troviamo a Rostov sul Don, in Russia, al confine con l'Ucraina, una città in cui lo sport dominante è sicuramente l'hokey su ghiaccio, seguito da basket e, da calciofilo, presumo calcio. Il rugby non è sicuramente lo sport nazionale russo ed è anche possibile che qualcuno tra i cittadini di Rostov non ne abbia nemmeno mai sentito parlare. É plausibile quindi che sia stato proprio uno di questi cittadini a chiamare allarmato la polizia locale perchè due bande di teppisti si stavano fronteggiando senza esclusione di colpi in uno spiazzo polveroso. Ad aggravare la situazione, la presenza di una settantina di persone che sembravano incitare i ragazzi a darsele di santa ragione, insomma, bisognava intervenire al più presto!
Questa è una retata! - Voi a questo punto penserete che, arrivate le forze dell'ordine il qui pro quo si sia risolto, magari con quattro risate...ehm, no! Gli agenti, in possesso probabilmente della stessa cultura sportiva di un accendisigari e con un quoziente intellettivo non da meno, sono intervenuti a testa bassa, arrestando tutti. Sì, giocatori e tifosi, tutti dentro ragazzi! Soltanto arrivati al commissariato, probabilmente con l'ausilio di qualche disegno e qualche contributo filmato, gli arrestati sono riusciti a convincere la scaltrissima polizia locale che non stavano partecipando ad un confronto all'ultimo sangue per la conquista del territorio, ma semplicemente ad una partita di rugby.

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